BED STORIES

Per far addormentare i vostri bimbi senza streghe, nani che non si lavano, principesse oche, sguattere sfigate e gatti imbroglioni, leggetegli storie vere di un bambino in mezzo a soldati, cavalli, guerre, bombe e carri armati. I miei nipotini ci si divertono molto di più e dormono senza incubi. Anche le femmine.

 

 

Per ordinare questo libro inviare mail a lcosta@uniroma1.it,

oppure telefonare al 3737150653

 

 

Corso di informatica Generale

Obiettivi:

Al termine del corso i Partecipanti dovrebbero:

-avere compreso quali possibili innovazioni e vantaggi la società civile si aspetta dagli sviluppi delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione

-avere le conoscenze teoriche e pratiche dell’hardware e del software necessari per comprendere e poter realizzare le applicazioni informatiche connesse con le predette innovazioni

-saper realizzare un proprio sito web con ipertesti multimediali operandovi sopra come webmaster di primo livello

 

Per raggiungere gli obiettivi indicati, il corso si sviluppa secondo il seguente schema didattico

1-Premessa ambientale:

2-Internet e le Rivoluzioni Informatiche

            Telelavoro

            E-Commerce

            E-Government

            E-Learning

            E-Vision

            E-Information

            E-Operation

3-Struttura e funzionamento dei Computer, dei telefoni Cellulari e delle Reti di Telecomunicazioni

4-Operazioni necessarie per la costruzione di un proprio sito web con ipertesti multimediali

            Acquisizione di Spazi Web, gratuiti e/o a pagamento

            Preparazione di ipertesti multimediali

            Caricamento (upload) sullo spazio Web remoto

            Manutenzione del proprio sito (download, correzioni, upload)

5-Cultura della Comunicazione su Internet

6-Cultura dell’Impresa e dell’Imprenditore

Supporti didattici:

-il sito www.comunicazione.uniroma1.it/costa

 

I TESTI:

INFORMATICA E POSTINDUSTRIALE - IL RISCATTO DELL' HOMO PAUPER –

LIBERI CON L'INFORMATICA –

 HABEAS MENTEM

 

Continua…….

Le caste e l’ancora nel mondo del lavoro

Proviamo ad immaginare una metafora grafica per la struttura del nostro sociale. Scegliamo il disegno dell’ancora, che da millenni rappresenta la stabilità.

 

 

 

Nello schema, vediamo l’elemento alto orizzontale dove possiamo collocare tutti quelli che poi ci piacerà chiamare ‘i padroni’, ‘i comandanti’. Questa parte del mondo tiene in sicurezza la nave, ed è costituito da quelli che per qualche motivo sono ricchi o lo sono diventati e hanno, quindi, dei messaggi da dare  agli altri. Questi signori svolgono con competenza e senza scrupoli il loro ruolo di creatori di idee, di oggetti, di modi di vivere (dipendenze),  e devono fare arrivare i loro messaggi, devono vendere le loro idee o gli oggetti che producono, a tutta la massa degli altri.

Adesso, mettiamo tutta la massa degli altri nelle marre dell’ancora. In questa zona dell’ancora, normalmente invisibile perché immersa nel fango o nella sabbia, vivono le persone da convincere, vivono quelli che devono ricevere i messaggi dei padroni. E come fanno a ricevere i messaggi dei padroni? Chi glieli porta? Chi glieli trasmette? Ecco, qui in mezzo c’è l’asta principale dell’ancora, è qui la parte più importante dell’ancora costituita dai comunicatori, che convogliano i messaggi dei padroni verso il basso, fino a farli arrivare alle due marre. L’acronimo tipo di queta casta è SDC, Sicari della Comunicazione, che qualcuno a volte addolcisce in Scienze della Comunicazione. Le due marre  sono rivolte verso l’alto perché rappresentano veramente il modo in cui le grandi masse vivono, proiettando tutti i loro interessi e tutti i loro soldi verso i padroni, consentendoci di capire il perché di tutte queste follie del Natale, fare i regali. Fare i regali significa dare i soldi ai padroni, festeggiare San Valentino, tutte queste cose strane si fanno in funzione del fabbisogno avidissimo del pozzo senza fondo della tasca dei padroni. Pensiamo un momentino al fatto che se muoiono quattrocento vecchiette in un ospedale mal gestito non se ne accorge nessuno e tutto sommato non gliene importa un granché a nessuno, ma se si fa male un’attrice famosa, che inciampa per le scale e si storce un pochino un ditino, tutto il mondo ne parla, i telegiornali spendono immagini su immagini, suoni e suoni, musichette varie per farci sapere, tenerci aggiornati su quella cosa lì. Ecco quindi, in questo schema dell’ancora noi ci siamo veramente configurati una geometria di allocazione delle persone.

Certo, ci sono le persone che stanno fuori dell’ancora, sono gli artisti, i piccoli imprenditori, piccoli piccoli, di quelli che non hanno la statura finanziaria da poter lanciare i messaggi, però hanno anche loro bisogno, sono un pochino ai margini della zona dei padroni. Ora, in questo contesto si configura la libertà, dobbiamo parlare per forza della libertà.

Chi è il più libero di tutti? I liberi, la libertà va scendendo, noi possiamo appoggiare un triangolo rovesciato, dove le aree varie rappresentano la quantità di libertà; chiaramente, l’area più grande dal punto di vista della libertà è quella alta, quella dei padroni.

Da questo schema poi ne facciamo scaturire un altro, un vecchio schema sociale, fatto di cosiddette caste, le caste.

Continua…..

 

Salve, sono Luciano Costa,

ho girato tutto il mondo e credo che Roma potrebbe essere la città più bella. Basterebbe che chi la deve gestire fosse attento anche ai problemi dei cittadini, e che non si facesse soltanto i cavoli suoi. La città è piena di anziani e di mamme con i figli piccoli. Nessuno può permettersi di svolgere le sue attività stando sempre sullo stesso marciapiede. E’ necessario attraversare la strada.  E’ una mission da terrore. In primo luogo perch le cosiddette strisce sono invisibili e poi  perché gli Italiani e in particolare i Romani (?) sono stati convinti da sapienti subdoli comunicatori che automobile o motorino significhi soprattutto velocità. E corrono tutti come matti. Se ammazzano qualcuno non gliene frega niente a nessuno. Qualche giorno ai domiciliari e via di nuovo acorrere  rotta di collo, purtroppo altrui. Nessuno li ferma. Bene, quando mi sono candidato avevo in mente un’idea molto precis. Fermiamo gli stronzi che corrono con una protezione meccanica delle strisce pedonali. Le ho viste in Paesi più civili del nostro: in Egitto, in Guatemala, in Messico, persino all’Olgiata. Si tratta di attaccare all’asfalto due cordoli di cemento, uno prima ed uno dopo le strisce, che costringono l’imbecille medio a rallentare altrimenti sobbalza e la sua vetturetta ne può risentire, o il suo testone vuto può picchiare contro il soffitto. Le strisce pedonali diventano una specie di area consacrata che consente il rifugio ai perseguitati fintantoché non abbiano raggiunto l’altra sponda. Se esistesse una forza politica disposta ad accettare e realizzare una simile proposta, io mi candiderei per lei. Aspettiamo. Dentro Roma, il mio Municipio XVI potrebe diventare  una deliziosa Shangri-la, un Eden dove non  manca nulla e dove tutto è perfetto, o quasi. In questo  sentio l’obbligo morale di lavorare per esso. Del resto, nel Libro della Genesi sta scritto: “…Dio creò l’Uomo, e lo mise a lavorare nel Suo Paradiso…”. E’ per questo motivo che mi candiderei  sperando, di ottenere abbastanza  voti, per essere assunto come Giardiniere.

Sono un nonno con 9 nipotini, comandante di nave, già Ingegnere IBM, con esperienze di lavoro in Medio Oriente,

USA, Sud America,  Cina e quasi tutti gli altri Paesi Asiatici. Oggi insegno Informatica all’Università La Sapienza di Roma,

nella Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Posso mettere a disposizione le mie conoscenze ed esperienze nel settore dell’Informatica e delle

Telecomunicazioni e della Formazione verso la Cultura d’ Impresa, per attuare interventi nei seguenti settori:

Telelavoro, al fine di consentire il lavoro a distanza, per eliminare i disagi del pendolarismo, in particolare per le donne e le categorie disagiate;

Miglioramento della rete telematica di quartiere, per consentire Internet a tutti ed aumentare i collegamenti

Wi-Fi pubblici;

Telemedicina e Assistenza a domicilio per gli anziani e i disabili;

Rafforzamento delle attività dell’ Università di quartiere per la Terza Età e spinta verso programmi di Tele-Università;

Valorizzazione dei punti di accesso alla rete metropolitana e tranviaria della città;

Apertura di nidi  per i bambini.

                                                                                     www.lucianocosta.eu      lcosta@lcosta.com       telefono  3737150653

 

PensieriDi – Attualità creativa:

http://www.lucianocosta.eu/formiche/deserto.doc

http://www.lucianocosta.eu/formiche/kamikaze.doc

 

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